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Lago di Brenet e Juraparc

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Quest'estate abbiamo deciso di non muoverci troppo e approfittare delle bellezze che ci circondano. Visto il caldo annunciato settimana scorsa ho portato i bimbi in un posto un po' più fresco.
L'idea era di andare a vedere gli animali al parco di Juraparc, dove si possono osservare lupi, orsi e bisonti che evolvono in grandi spazi recintati. Facendo qualche ricerca online ho scoperto una passeggiata che non conoscevo: il giro del lago di Brenet che si trova nella splendida Vallée de Joux, un luogo che adoro in ogni stagione, ve ne ho già parlato in passato.
Preparati i figli, siamo arrivati in zona verso le dieci, e qui faccio una prima raccomandazione: non arrivate troppo tardi perchè il parcheggio si riempe rapidamente durante le vacanze e il fine settimana. Un'alternativa, se decidete di restare nella valle o vi piace camminare tanto, è prendere il treno; il tragitto ne vale la pena. Noi siamo andati in macchina perchè altrimenti saremmo dovuti salire a Juraparc e to…

Tradizioni involontarie

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Ero adolescente quando, leggendo un libro dopo l'altro scelto quasi a caso nella biblioteca di casa, sono capitata su una raccolta di favole. Le storie raccontate mi hanno sempre affascinato, la favola dei tre porcellini che mi raccontava mio nonno fa parte della storia familiare, e le sue storie inventate hanno un posto speciale tra i ricordi della mia infanzia. Ho letto i due volumi della raccolta piuttosto rapidamente e, poichè all'epoca la  mia giovane memoria era perfettamente efficace, alcune mi sono rimaste impresse abbastanza per poterle raccontare.
Durante le vacanze estive al mare ho cominciato a raccontare favole ai bimbi della spiaggia. E per qualche giorno è stata un'occupazione regolare, nonostante qualche critica da parte del gruppo di amici che si chiedevano che stessi combinando. Quando i miei bimbi sono nati ho ripreso a raccontare storie, e le ho raccontate anche per lavoro a qualche gruppo di bambini. Con una mia ex collega abbiamo seguito una formazione …

Resilienze e letture

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In questo tempo parzialmente sospeso, in cui si esce poco e le interazioni con gli altri sono relative, ognuno di noi ha messo in piedi delle tecniche personali per stare bene.
Vi racconto un po' quello che facciamo noi, e se devo iniziare con la mia technica numero uno direi che è la lettura.

Io ho ripreso a leggere più del solito. Il tempo non è molto ma si trova comunque, tra un compito e l'altro dei bimbi, una lezione online e le incombenze burocratiche e domestiche. Mi sono riletta dei romanzi di Camilleri, qualche libro sul commissario Montalbano che ancora non conosco a memoria.


Ho approfittato di comprare un paio di libri a una libreria ticinese che può ancora spedire online qui in Svizzera (http://www.segnalibro.ch/).
Mi sono persa in un libro di Viola Ardone "Il treno dei bambini" romanzo che racconta un pezzo di storia che non conoscevo del dopoguerra italiano; bambini di famiglie povere del meridione che andavano a vivere temporaneamente al n…

Criceto (s)bloccato

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Da qualche settimana non riesco a concentrarmi abbastanza per scrivere o per leggere. Ho reagito in maniera piuttosto rapida e forte alla situazione di crisi attuale. Pur cercando di filtrare le notizie e non farmi troppo sommergere dalle informazioni, ma mi rendo conto che nelle ultime settimane il criceto che corre nella mia testa ha fatto uno stop improvviso, o forse si è messo a correre talmente veloce da sembrare fermo. Non penso di essere l'unica persona ad aver reagito così, ognuno ha il suo modo di gestire la situazione. Da quando hanno chiuso le scuole anche qui in Svizzera, ho piano piano ricominciato a riprendere il contatto con la vita quotidiana, anche perchè avere i bimbi a casa da gestire ha reso necessario riprendere il controllo.
Ci siamo creati un certo equilibrio, mi sono obbligata a dare un ritmo alle mie giornate, prima per i figli e poi anche per me. All'inizio abbiamo cercato idee per studiare, muoverci, divertirci e comunicare in questa situazione in cu…

Diario della gratitudine

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Recentemente, dopo una formazione che me ne ha ricordato l'esistenza, ho ripreso in mano una buona abitudine che avevo abbandonato. Ho ricominciato a scrivere un diario della gratitudine. Ci sono numerosi siti e blog che ne spiegano il funzionamento e suggeriscono come farlo, c'è anche una pagina Wikipedia in inglese.
Ho scelto una versione semplice: ogni sera scrivo almeno tre cose positive della giornata, o le migliori della giornata. Ho preso un'agenda, niente di complicato ma con della buona carta, che mi permette il piacere di scrivere a mano. L'idea è di insegnare al mio cervello a vedere le cose positive, perchè quelle negative le vede benissimo (o ce le fanno vedere benissimo?).

Siccome mi conosco, mi sono decisa a fare l'esercizio ogni sera, anche quando è difficile trovare qualcosa, ma mi sono ripromessa che se una sera salto non sarà una scusa per smettere. Spesso infatti mi metto su un modo di funzionare 'tutto o niente' e il primo errore è una …

Fine stratega

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Alla sera, prima di andare a letto

- Mamma, mi cuci la maglietta del cagnolino di peluche, prima che la perda?
- Sì va bene.

Il giorno dopo, il figlio appena sveglio:

- Mamma hai cucito la maglietta?
- No caspita me ne sono dimenticata!
- Ah, ok sai mamma ora cosa faccio? Te lo metto qua, di fianco al tuo computer, così non te lo dimentichi visto che lavori tanto davanti al computer durante il giorno

Mi ci è voluto più tempo per ritrovare la mia scatola da cucito che per riparare la maglietta, comunque ora il cagnolino è come nuovo. E un coniglio ha ritrovato la coda persa mesi fa.


Un regalo

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Non ne ho ancora parlato qui ma a Natale ho ricevuno un bel regalo, che dura davvero tutto l'anno.
È mia figlia che ne ha avuto l'idea, una sua iniziativa completamente indipendente. Ha deciso di regalare sia a me che al suo papà qualcosa che ci sarebbe stato davvero utile.
Così il giorno di Natale sia io che lui abbiamo ricevuto un vaso di vetro pieno di 52 bigliettini, uno per ogni settimana dell'anno. I bigliettini sono di diverse categorie, con un codice colore. Ogni sabato ne peschiamo uno e riceviamo a scelta, o a caso: un bacio, una barzelletta, un indovinello, una poesia, un giochino, un disegno, un pensiero o un 'bono regalo'.
Vedere la mia piccola donna preparare il regalo nelle settimane precedenti il Natale è stato bello. Determinata, decisa, ogni tanto scoraggiata di fronte alla quantità di lavoro. Si è prefissata da sola un obbiettivo, ha panificato il lavoro da fare, ha sormontato gli imprevisti e le difficoltà e ce l'ha fatta. E ogni settimana m…