Pages

Wednesday, August 1, 2012

Festa nazionale Svizzera

Oggi è il primo agosto, quindi festa nazionale qui in Svizzera. Oltre al Natale è probabilmente l'unico giorno in cui si è sicuri che è festa davvero dappertutto in questo paese fatto da cantoni che fanno tutti un po' quello che vogliono.
Nel paese dove vivo tutti hanno decorato le case con varie bandiere e bandierine della Confederazione e dei cantoni. Sono spuntate come funghi stamattina e spariranno domani. Però mi piace questo patriottismo discreto.

Sono rientrata dal giro in Italia, (e come vedete, torno online) ma non mi sono ancora rilassata, e ogni volta che qualcuno mi chiede 'Come sono andate le vacanze?' avrei voglia di avere una bacchetta magica per spedirli in una realtà parallela con: 35 gradi all'ombra, 40% di umidità, niente aria, zanzare tigri ovunque, nipote quattordicenne e figlia quattrenne al seguito da intrattenere, visite in ospedali e case di riposo obbligatorie, etc.  Per poi chiedergli: allora, felice di essere in vacanza?

Ok, non è stato così male, ho esagerato i lati negativi; c'è anche del positivo.

La pulcina, si è fatta contendere dai vecchietti di una casa di riposo (e si è tenuta ben stretta alla mamma per non farsi portare via), si è fatta calcolare da un sacco di parenti, ha fatto dei bagni in vere vasche da bagno, è andata a letto tardissimo, ha mangiato un numero imprecisato ma notevole di gelati e di ghiaccioli, ha rincorso i piccioni in piazza Duomo con un caldo assurdo (fino a diventare paonazza), ha fatto un giro in tram e ha pianto quando ha lasciato il nonno e gli zii, non voleva partire: "Siamo stati troooppo pooco!"

Io, nonostante il tour de force, sono riuscita a tagliarmi i capelli, farmi la ceretta, mangiare un fantastico gelato e un'ottima pizza, prendere l'aperitivo sui navigli, e infine fare shopping.
E soprattutto, la cosa che mi fa più piacere e per cui valeva la pena affrontare tutto il resto: ho passato del tempo con le persone care (popi, sorellina & co.) e sono persino riuscita a sentire un paio di amici per telefono.

La nipote sembra essersi divertita nonostante le 30 punture di zanzara (il repellente per zone tropicali su di lei sembrava attirarle) e la cuginetta alle calcagna (cercava di seguirla anche in bagno).

Insomma, c'è di peggio. Ma l'energia mentale per ora si è ricaricata solo un po', urge presa per ricarica rapida.

8 comments:

  1. Eh, se non ci sei più abituata, il caldo diventa insopportabile.
    Comunque, fa bene incontrare i parenti che non vedi da un po'.

    ReplyDelete
    Replies
    1. In effetti ho davvero perso l'abitudine... soprattutto l'unidità mi uccide, e il caldo di notte.
      Sì i parenti è bello rivederli

      Delete
  2. Be vedo che non sono l'unica che aspetta di andare il Italia per tagliarsi i capelli! e non parliamo della ceretta!
    francesca

    ReplyDelete
    Replies
    1. Eh si, non sempre mi trovo bene qui altrimenti; e poi per la ceretta, non ti dico i prezzi!

      Delete
  3. Ossignore.. il caldo... solo la parola mi fa star male...sto sognando la montagna con tutte le forze.. non tollero più il caldo umido e appiccicoso di Firenze!!!
    Bacio!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Capiso! Firenze è anche peggio di Milano se mi ricordo bene.
      Un bacio anche a te!

      Delete
  4. È vero il caldo ti uccide e le zanzare ti danno la mazzata finale, per non parlare dell'umidità... Però quando ho vissuto in Germania e queste cose in agosto non c'erano proprio,insomma, mi sono mancate!!!

    ReplyDelete
    Replies
    1. mmm mi sa che sono diventata troppo svizzera. L'afa un po' sì, mi manca anche, ma le zanzare, no quelle proprio no! :-) Però c'è da dire che le 'tigri' sono un'importazine recente. Quelle tradizionali erano tutta un'altra cosa in effetti!

      Delete