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I bei bambini non piangono mai

Oppure nella variante: "Le belle bambine non piangono mai". Una piccola frase detta senza pensare male. Con lo scopo di calmare il bimbo che piange, Ma che riesce sempre a farmi riflettere. Riflettere sul fatto che poter esprimere i propri sentimenti spesso è visto come un capriccio. Che il pianto di un bambino disturba. Che un messaggio del genere può far pensare a un bambino che non bisogna piangere. E mi dico che è difficile. Difficile cercare di cambiare il modo in cui parlare ai bambini, perchè l'abitudine e l'educazione che abbiamo avuto era così. Ma ecco, vorrei che i miei figli se hanno voglia di piangere perchè sono tristi possano farlo. E dopo un bel pianto liberatorio, possano tornare sempre a sorridere felici.

La forza dell'immaginazione

Spesso ho sentito di quanto possa essere importante l'immaginazione per i bambini. Lo so. So che gli adulti che riescono a mantenere un po' la fantasia di quando erano piccoli vivono meglio, e hanno interazioni spesso facilitate con i loro figli o con i figli degli altri. So che dare al bambino con l'immaginazione quello che non può avere in realtà è un bel modo per soddisfare i loro bisogni e calmare le crisi in arrivo. Ma ci vuole fantasia. So che quando si fermano a guardare qualcosa in un negozio, se ci fermiamo ad ammirarlo con loro, ad apprezzarlo e a descriverlo, questo spesso basta a soddisfare il loro bisogno e non è detto che poi ci chiedano di comprarlo. Ma ci vuole tempo, ci vuole presenza. So che non sempre ce la faccio a essere la mamma che vorrei. Poi però loro ti spiazzano. Come quando stai camminando per strada, spingendo un passeggino e sfiori, perchè non l'hai vista, l'ennesima chiocciola che è uscita a approfittare dell'umidità de...

Onestà

La pulcina ama il cioccolato e le caramelle. Noi cerchiamo di moderare il suo consumo. Qualche giorno fa, entrando in salotto, la vedo impegnata a rosicchiare un cioccolatino, la carta accartocciata sul tavolo. "Ma cosa stai facendo?" "Mangio" "Ma chi te l'ha dato?" "L'ho trovato qui sul tavolo" (forse sopravvissuto a uno spuntino notturno del marito?) Tono lievemente irritato: "E perchè lo mangi?" Candida risposta: "Perchè non pensavo che tu venissi qui in salotto!" Ok, come si fa a sgridarla? Oggi, la becco mentre prende il suo sgabello per raggiungere il cestino dei coccolatini in cucina: "Pulcina! Cosa stai facendo?" "No mamma ma tu non mi vedi" "Come, ma si che ti vedo" "No mamma,girati!" E se la ride... mi prende pure in giro. Ma è mai possibile una birba simile?

Stereotipi

Ecco, anche la Lego ci si mette con una nuova linea per bambine raccontata dal Corriere della Sera. Pare che abbia creato non poche polemiche in rete, e ci credo: addirittura i mattoncini sarebbero più facili da far combaciare e ci sarebbe ben poco da costruire. Mah. Marketing. Però io non capisco.   Le nostre bambine sono ricoperte di oggetti rosa confetto, di modelli femminili stereotipati. Sono perplessa. Da un lato alle bimbe il rosa piace, e così anche le principesse, non c'è niente da dire. Dall'altro mi viene il glucosio alto solo facendo un giro in un reparto di giochi per bambine. E mi viene anche un po' il nervoso. Non ho voglia che mia figlia assorba solo e unicamente questo tipo di messaggio, non ho voglia che cresca credendo che esistono 'cose da femmine' e 'cose da maschi'. Ho voglia che giorno dopo giorno si costruisca la sua personalità e trovi man mano la sua strada senza sentirsi in dovere di seguire una via segnata per via del suo...

Il pollice

La pulcina succhia il pollice. Non sempre, solo per dormire, per consolarsi o quando è veramente stanca (quindi in un certo senso si prepara a dormire). Lo fa di solito con la sua mucca in mano.  Quando era più piccola ci divertiva molto il riflesso quasi pavloviano che aveva: non appena gli si dava in mano la mucca, partiva la ciucciata di pollice, per interrompersi entro due secondi se non era ora di nanna. Ha sempre rifiutato il ciuccio; e a me è sempre andata bene così. Il pollice se lo gestisce lei, non viene perso nel letto e non lo ha in bocca durante tutta la giornata. Anzi, è talmente il suo rituale che quando abbiamo avuto uno dei sue amichetti a casa a dormire e che si è addormentato così, senza ciuccio, pollice o doudou, mi ha sorpreso. Da qualche tempo però il marito vuole farle perdere man mano questa abitudine (e lo fa con tatto, devo ammettere). E un po' di altre persone fanno pressione (in maniera più o meno felice). Ok, non è il massimo per i denti, però è du...

Giochi - 2

Continuando il discorso giochi, la pulcina è ufficialmente passata al livello superiore. Infatti, il giorno della Befana abbiamo cominciato a giocare tutti assieme a dei semplici giochi di società in famiglia. Prima di diventare genitori, io e il marito giocavamo spesso, soli o con amici, a diversi giochi 'da tavolo'. Partite epiche a giochi come "Carcassonne", "Coloni di Catan", "Elixir" (non so se esiste una versione italiana), "Bang!" etc. riempivano alcuni dei nostri fine settimana (o di più, quando eravamo studenti). Dopo l'arrivo della pulcina, e con l'intensificarsi della vita lavorativa, i giochi sono spesso rimasti chiusi in un armadio, nonostante qualche tentativo di revival. Siccome ora la pulcina è cresciuta mi è venuta l'idea che forse avrebbe potuto cominciare a giocare con noi, a giochi semplici ma che anche noi potessimo apprezzare. Siamo quindi andate a fare un giro in un negozio che mi piace molto a Losa...

Scriverai 100 volte...

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... 'non lascerai più dormire per più di mezz'ora tua figlia nel pomeriggio'. Ieri ero al lavoro con la piccola e, quando si è addormentata per fare la siesta, la tentazione è stata troppo grande e l'ho lasciata dormire a lungo. Sono riuscita a lavorare un bel po'. Ma ieri sera, poi, è stato impossibile farla addormentare. Io ero impegnata in cucina (mi cimentavo, tra le altre cose, con la marmellata di latte - ma nella versione francese , ), allora ho lasciato il marito gestire la situazione, ed ecco il risultato: Per chi è curioso di sapere com'è andata a finire: è venuta a letto con noi verso le 23:30, quando sono andata a letto io (eh sì, la marmellata di latte ci mette un po' a cuocere), ma poi è migrata nel suo letto verso le 2:00.

Spiazzata

La piccola ha fatto una birichinata, niente di grave ma del tipo che fa perdere la pazienza. Siccome sono al telefono con un cliente mi devo controllare. Finita la telefonata, la sgrido, ma con un tono relativamente calmo e le spiego perchè non doveva fare quello che ha fatto. Dopo due minuti arriva e mi dice: 'Grazie mamma, di avermi spiegato, così ho potuto ascoltarti.'